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Infine, tra una poesia di una manciata di parole e versi sull’orlo
della prosa, corre tra le liriche di questa antologia un sentimento caro
a Fallen Angel, che sembra quasi presagito nella dedica iniziale “a tutte
quelle persone che non hanno mai creduto nelle mie capacità”:
la voglia di dimostrare all’esterno che nonostante tutto si è riusciti
a creare qualcosa di importante. Con questo sentimento vengono
affrontate poesie come “Fallen Angel – Angelo Caduto” e “Bambolina
di Plastica”, dove traspare il desiderio di credere che la speranza
non sia solo una bella parola preconfezionata.
Forse è questo Il Dolore della Bambola? Il dolore che si prova
amando o il dolore che si prova scherniti da menti ignoranti?
Questo libro arriva nel posto giusto al momento giusto, all’interno di
una fanzine che proprio in questo numero vuole dimostrare quanto se
ne freghi degli ostacoli delle convenzioni esterne e che nonostante
cattive insidie (situazioni e persone) tira dritto come un treno.
Brava Fallen Angel, tira dritto per l’eternità.
(Fri)
(indietro...)
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