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Murachelli: «sono un angelo caduto»
'Il dolore della bambola' è il primo libro di
Fallen Angel. Una raccolta di poesie ispirate al mondo dark. La nostra
intervista
di
Antonella Guglielmi
IMPERIA, 10 SETTEMBRE 2007

«Vivere è così doloroso/Così come lo è non vivere affatto/Ti squarta
l'immonda malattia senza cura/E mai vorresti esser stata creata... Fino
alla fine dei tempi/Fino al tuo rumoroso crash sul pavimento di
legno/Sola sarai/Bambolina di ceramica». (da Il dolore della
bambola, ed. Mef).
Poche righe, ma che fanno comprendere lo spirito che anima la penna di
chi le ha scritte. Ha 22 anni, si chiama Claudia Murachelli, è
nata e cresciuta a Montalto Ligure; fin da piccola ha amato mettere nero
su bianco i pensieri che le si affollavano in mente, riflessioni
difficili da trovarsi in una ragazza così giovane e, soprattutto, dalle
origini non certo metropolitane. Il dolore della bambola non è
solo il titolo della poesia, ma anche di
un libro pubblicato a giugno del 2006
a seguito di un riconoscimento ottenuto al 37esimo
Premio Letterario
della casa editrice L'Autore di Firenze.
Il volume, uscito in 600 copie, contiene ottantadue componimenti in
versi della neo poetessa montaltina. «Raccoglie un po' tutto quello che
ho scritto durante gli anni delle superiori (Istituto Agrario, ndr)».
Scorrendo tra le pagine della piccola antologia salta all'occhio un
sentimento caro a Claudia che sembra quasi preavvertito nella dedica
iniziale: «a tutte quelle persone che non hanno creduto nelle mie
capacità». La voglia di dimostrare al mondo che, nonostante tutto, si è
riusciti a creare qualcosa di importante.
Fallen Angel
è il suo nome d'arte, un angelo caduto che ha attinto ispirazione
dall'opera di Charles Baudelaire. Così come la "doppiezza" era
insita nell'animo del poeta maledetto di metà Ottocento, è anche una
contraddizione che caratterizza la scrittura di Claudia Murachelli.
Perché Fallen Angel? «L'infanzia è sinonimo di purezza e quando si è
piccoli siamo tutti angeli che guardano quello che ci circonda con
innocenza ed ingenuità. Crescendo si prende coscienza che ciò non è
affatto vero, poiché si è "sporcati" da quello che succede nel mondo
e, di conseguenza, s'impara a comportarsi in ugual maniera: una
visione nera, esistente e senza possibilità di poterla celare, ma
che va invece affrontata. È importante capire che non esiste soltanto
una parte buona e bianca, ma anche una parte negativa da analizzare e
approfondire, non lasciandosi ingannare dalle apparenze.
Ecco perché Fallen Angel: come tutti, anch'io ero un angelo e anch'io
sono caduta». Il simbolismo della scrittura di FA appartiene all'universo
dark: morte, angeli, croci, cimiteri, ma riproposti in chiave
personale, dove trovano spazio amore e oscuri tormenti. «Mi giudico una
persona tranquilla che vive bene nel suo mondo. Quello che scrivo è un
po' la trasposizione di una realtà irrazionale insita in ognuno di noi,
che cerco di mettere in luce per comprenderla a fondo e non esserne,
invece, dominata». In effetti la vita di Claudia è uguale a quella di
molte altre sue coetanee: fidanzata da tre anni con Alessandro, lavora
come collaboratrice presso l'Istituto Regionale per la Floricoltura di
Sanremo.
Forse è proprio per questa apparente "normalità" che il filo conduttore
delle sue composizioni sono gli avvenimenti che accompagnano
quotidianamente ogni essere umano, difficili da spiegarsi in modo
razionale. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: «Dovrebbero
pensare un po' di più con la loro testa. Invece, per emulazione o
per raggiungere facilmente posizioni di rilievo e facili guadagni,
rinunciano alla loro vita, a quello che potrebbe riservare loro il
futuro solo se fossero meno superficiali, con capacità critiche e di
analisi. Vogliono fuggire dalla quotidianità, dai genitori, dimenticando
le loro origini. La maggior parte non pensa con la propria testa ma
segue il branco dove, puntualmente, c'è sempre un capo, quello dalla
personalità più forte, che guida ed indirizza i pensieri e il
comportamento degli altri».
Porre rimedio a ciò non è certo impresa facile e Claudia punta il dito
soprattutto contro la famiglia moderna, nata dalle ceneri della
"rivoluzione" sessantottina. «Un comportamento che deve essere acquisito
fin da piccoli, e in questo i genitori giocano il fondamentale ruolo di
educatori il quale, purtroppo, è sempre più disatteso: molti, troppi
ragazzi sono lasciati soli a se stessi senza poter usufruire di una
solida base sulla quale imparare a camminare». Giudizio drastico e
tagliente che non ci si aspetterebbe da un "Angelo Caduto", ma dalla
voce di Claudia traspare genuinità e schiettezza, proprio come quella
appartenente ai "vecchi saggi" e rincara la dose sottolineando che
«molti ragazzi dovrebbero continuare a mantenere, in primis, l'amore per
la loro terra e il loro popolo, per mantenere vive le loro tradizioni.
Purtroppo oggi giorno questo non capita quasi mai». Fin qui un'analisi
del pensiero di Fallen Angel che, se si guarda il suo sito nuovo di
pacca (www.doloredellabambola.com)
alla cui realizzazione hanno contribuito il fidanzato Alessandro e la
sorella Cinzia, tutto verrebbe in mente, meno il fatto che per
Claudia la vita è fatta anche, e soprattutto, di normalità.
«Non mi piace pensare al futuro, ma se guardo avanti mi immagino
nei panni di una qualsiasi casalinga, con tanto di marito, figli, cani e
gatti. Certo, non nego che mi piacerebbe poter coltivare questa mia
passione per far giungere a più persone ciò che scrivo, ma intanto resto
con i piedi per terra e continuo per la mia attuale strada, con il mio
lavoro e la mia vita privata come una qualsiasi ragazza della mia età.
Poi si vedrà».
nella foto:
Claudia Murachelli |
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